Il monologo finale di Macbeth, uno dei pezzi più belli di tutto il repertorio shakespeariano ma purtroppo fino a ieri sepolto in una tragedia troppo lontana dalla realtà moderna perché circoscritta in un mondo di streghe, boschi e magia può venir fuori nella sua attualità di pensiero -che è la modernità di Shakespeare-e palesarsi nella sua eterna verità.
Nel monologo finale, Macbeth, l’ assassino spietato che non dorme più, l’uomo reso cattivo dalla sete di potere, così lamenta la morte dell’amata moglie, compagna di nefandezze, con l’ossessione del sangue sulle mani, fino ad arrivare a considerazioni generali sulla vita, tipiche di Shakespeare, ma uniche nella forza espressiva:
“Sarebbe dovuta morire dopo:
ci sarebbe stato tempo per la parola “morte”.
Domani, e domani, e domani,
trascina il suo lento passo di giorno in giorno
fino all’ultima sillaba del tempo registrato,
e tutti i nostri ieri hanno illuminato stupidi
la via verso una morte di polvere.
Spegniti, spegniti breve candela!
La vita è solo un’ombra che cammina: un povero attore
Che incede e si agita sul palcoscenico,
e poi non lo si sente più: è una storia
raccontata da un idiota, piena di rumori e di rabbia,
che non significa niente”.
(Traduzione di Corinzia Monforte)
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sabato 11 marzo 2017
La cotta adolescenziale di Romeo per Giulietta
L’amore di Romeo per Giulietta, decantato dalla nostra cultura come il più grande, romantico e passionale degli amori, alla luce di un analisi più attenta del personaggio di Romeo, non può esimersi dal risultare che una tremenda cotta adolescenziale.
Chi innamorato di questo amore, ne ricerca nella realtà un correlativo oggettivo, magari senza il tragico finale, dimentica che Romeo si innamora della sua Giulietta appena qualche ora dopo aver lamentato il suo amore non contraccambiato per una certa Rosalina, assente fisicamente nel dramma, ma fortemente presente nel dialogo tra lui e il cugino Benvolio che vorrebbe invitarlo a dimenticare nella fase iniziale della tragedia:
Romeo è anche un lettore di poesie d’amore e questo facilmente porta a dedurre che nella sua ricerca tipicamente giovanile del grande amore, abbia cercato di emulare l’amore ideale dei sonetti tanto in voga all’epoca e che quindi sia stato fortemente influenzato da quel tipo di letture.
Dunque quello che nei secoli è stato immaginato come il più grande degli amori é solo impetuosità giovanile che già nell’età elisabettiana era conosciuto ed identificato con un nome specifico: “calf love” o “amore di sbarbatello”.
E Shakespeare ne dà un esempio nel personaggio di Romeo: un adolescente che solo per aver preso una cotta, in soli quattro giorni fa scoppiare un putiferio. Con la temerarietà tipica dei ragazzini.
Chi innamorato di questo amore, ne ricerca nella realtà un correlativo oggettivo, magari senza il tragico finale, dimentica che Romeo si innamora della sua Giulietta appena qualche ora dopo aver lamentato il suo amore non contraccambiato per una certa Rosalina, assente fisicamente nel dramma, ma fortemente presente nel dialogo tra lui e il cugino Benvolio che vorrebbe invitarlo a dimenticare nella fase iniziale della tragedia:
“L’amore è fumo creato dai sospiri degli amanti;La figura di Rosalina, ritorna successivamente nel secondo atto, quando Romeo è rimproverato da Frate Lorenzo che mette in luce la natura superficiale dei suoi precedenti sentimenti per questa ex:
se è dissipato è fuoco che scintilla negli occhi degli amanti;
se è sofferto è un mare che si riempie delle lacrime degli amanti.
Che cos’altro è? Una pazzia silenziosissima,
un’amarezza che soffoca, una dolcezza che si conserva dentro … […]
Toh, mi sono perso, io non sono qui.
Questo non è Romeo, Romeo è da qualche altra parte. […]
Oh, insegnami a dimenticare […]
Colui che è colpito da cecità non può dimenticare
Il tesoro prezioso della vista perduta.
Mostrami una donna che sia più bella;
non servirà che come suggerimento
in cui rivedrò colei che è di gran lunga più bella …
Addio, tu non puoi insegnarmi a dimenticare “
“San Francesco! Che cosa è questo cambiamento?Ma non è soltanto volubile, Romeo è intelligente, arguto e capace di battute spinte; é un giovane alla ricerca di emozioni forti, senza capacità di moderazione in ogni sua manifestazione e non solo nel suo amore per Giulietta: si introduce furtivamente in casa Capuleti solo per sbirciare la nuova fiamma, uccide Tebaldo – cugino della già moglie- in un momento d’ira, e credendo Giulietta morta finisce col suicidarsi solo per non aver aspettato ancora un po’ il suo risveglio.
Rosalina, che tu amavi così devotamente
l’hai dimenticata così presto?L’amore dei giovani non sta
veramente nel loro cuore ma nei loro occhi.[…]
Ma vieni con me, ragazzo volubile…”
Romeo è anche un lettore di poesie d’amore e questo facilmente porta a dedurre che nella sua ricerca tipicamente giovanile del grande amore, abbia cercato di emulare l’amore ideale dei sonetti tanto in voga all’epoca e che quindi sia stato fortemente influenzato da quel tipo di letture.
Dunque quello che nei secoli è stato immaginato come il più grande degli amori é solo impetuosità giovanile che già nell’età elisabettiana era conosciuto ed identificato con un nome specifico: “calf love” o “amore di sbarbatello”.
E Shakespeare ne dà un esempio nel personaggio di Romeo: un adolescente che solo per aver preso una cotta, in soli quattro giorni fa scoppiare un putiferio. Con la temerarietà tipica dei ragazzini.
L'ultimo sonetto di Shakespeare
I sonetti di Shakespeare dal 127 in poi raccontano dell’amore tormentato del poeta per una dark lady. Ecco l’ultimo, il sonetto 154:
pose accanto a lui la sua torcia che infiamma i cuori,
allorché molte nife che avevano giurato di mantenersi caste a vita,
si avvicinarono con passo leggero; ma con la sua mano verginale
la più bella di queste che avevano fatto voto prese quel fuoco
che molte legioni di cuori sinceri aveva riscaldato;
e così il generale del caldo desiderio
dormiva da una mano vergine disarmato.
Quest’arma infuocata ella spense in una fontana lì accanto,
che dal fuoco dell’amore il calore aveva reso perpetuo,
facendolo diventare un bagno ed un rimedio salutare,
per gli uomini malati; ma io, schiavo della mia donna,
andai lì per curarmi, e questo posso provare:
il fuoco dell’amore scalda l’acqua,
l’acqua non raffredda l’amore .
Traduzione di Corinzia Monforte
The little Love-god lying once asleepUna volta il piccolo dio dell’amore mentre era addormentato
Laid by his side his heart-inflaming brand,
Whilst many nymphs that vow’d chaste life to keep
Came tripping by; but in her maiden hand
The fairest votary took up that fire
Which many legions of true hearts had warm’d;
And so the general of hot desire
Was sleeping by a virgin hand disarm’d.
This brand she quenched in a cool well by,
Which from Love’s fire took heat perpetual,
Growing a bath and healthful remedy
For men diseased; but I, my mistress’ thrall,
Came there for cure, and this by that I prove,
Love’s fire heats water, water cools not love.
pose accanto a lui la sua torcia che infiamma i cuori,
allorché molte nife che avevano giurato di mantenersi caste a vita,
si avvicinarono con passo leggero; ma con la sua mano verginale
la più bella di queste che avevano fatto voto prese quel fuoco
che molte legioni di cuori sinceri aveva riscaldato;
e così il generale del caldo desiderio
dormiva da una mano vergine disarmato.
Quest’arma infuocata ella spense in una fontana lì accanto,
che dal fuoco dell’amore il calore aveva reso perpetuo,
facendolo diventare un bagno ed un rimedio salutare,
per gli uomini malati; ma io, schiavo della mia donna,
andai lì per curarmi, e questo posso provare:
il fuoco dell’amore scalda l’acqua,
l’acqua non raffredda l’amore .
Traduzione di Corinzia Monforte
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